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Dal ginkgo una speranza per prevenire l’Alzheimer

l Ginkgo biloba è una pianta che vive in Estremo Oriente; particolarmente robusta (è capace di raggiungere i 40 metri di altezza e può vivere fino a 1.000 anni), ha una grandissima resistenza al
freddo, alla siccità e ai parassiti. Queste sue caratteristiche la rendono un “albero speciale” e spiegano il perché questo albero antichissimo sia particolarmente adatto per curare tantissimi disturbi di salute,
Antichi testi di Medicina tradizionale cinese riportano l’utilizzo delle sue foglie già nel 2800 a.C.: il fine era di favorire la circolazione del sangue e migliorare la funzionalità polmonare, sopratutto in caso di asma e angina pectoris. Secondo la medicina ayurvedica invece il ginkgo ha grandi benefici sulla longevità in generale , tanto da essere anche chiamato “l’elisir di lunga vita”.

Recenti confermano le potenzialità curative del ginkgo: fondamentalmente si tratta di una pianta dalle caratteristiche adattogene, ovvero possiede la preziosa capacità di favorire la resistenza allo stress e di ridurne gli effetti sull’organismo (proprietà simili all’Aloe). Inoltre è ricco di ginkgolidi dall’azione antiossidante e antinfi ammatoria, utili a combattere i radicali liberi e ritardare l’invecchiamento.

Uno studio del 2006, pubblicato sull’European Journal of Neurology, ha poi messo in evidenza quanto il Ginkgo biloba sia adatto nel trattare i disturbi dovuti all’Alzheimer: non solo l’estratto della pianta svolgerebbe un’azione preventiva, ma sarebbe anche in grado di favorire la rigenerazione del tessuto cerebrale stimolando il fattore neurotrofico, una proteina presente nel cervello e nel sistema nervoso periferico essenziale nella regolazione, nella crescita e nella sopravvivenza delle cellule nervose e che risulta particolarmente utile per la memoria a lungo termine.

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